EVENTS

Da sabato 1 a sabato 8 Agosto 2026

“Ritorno al Bosco”: Campo Estivo per adulti nelle Foreste Casentinesi (per chi ha voglia di giocare, sporcarsi e ridere fino alle lacrime)

“L’uomo non smette di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”
George Bernard Shaw

Immagina un luogo dove rumore è il picchio che batte su un tronco e ansia è impegnarsi a vincere la sfida a rubabandiera nel prato…

Nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, tra alberi secolari che custodiscono segreti millenari e il profumo di foresta, non un ritiro spirituale né un trekking, ma un portale temporale per disconnettere la mente adulta e risvegliare quel senso di meraviglia che appartiene ai bambini, dove è permesso essere buffi, spettinati e con i graffi sulle ginocchia; un campo base dell’infanzia ritrovata, dove “lusso” è sporcarsi le mani di terra, immergere i piedi nei torrenti e fantasticare sotto il più limpido cielo stellato.

Oltre alle escursioni nei luoghi iconici del Parco, perderemo il tempo sdraiati all’ombra e, divisi in squadre (un sasso in tasca come amico immaginario è permesso), in sfrenate competizioni inutili e meravigliose:

  • gare di cartografia e di orientamento con il solo aiuto della bussola, chi si perde è perduto
  • costruzione di capanne e fortini con rami caduti, muschio e ingegno per creare il rifugio perfetto
  • caccia al tesoro, per riconoscere le tracce dei lupi, le piante e tutti gli elementi dell’ecosistema, trasformando l’apprendimento in una sfida
  • corsa nei sacchi, tiro con l’arco, lancio della pigna… la rivalità sarà accesa e il premio finale una risata
  • nascondino nell’immensa foresta per sparire tra il muschio e ricomparire quando meno te lo aspetti
  • giochi nei torrenti, costruzione di piccole dighe con sassi e rami proprio come quando avevamo otto anni e guadi nell’acqua gelida delle Foreste Casentinesi,
  •  la miglior cura per ogni eccessiva serietà

e poi… in attesa del buio e del magico cielo stellato, quando il bosco cambia voce, ci riuniremo per raccontare storie di paura e stupore.

Cosa portare oltre alle medicine quotidiane? Una torcia che faccia poca luce per le spedizioni notturne, scarpe che non hai paura di rovinare, zero dignità da adulto e molta arnica.

*****************************************************************

IL MANIFESTO DELLE GINOCCHIA SBUCCIATE

I. La ferita come medaglia

Noi proclamiamo che un ginocchio sbucciato non è un infortunio, ma un attestato di partecipazione alla vita. È la prova che abbiamo osato correre più veloci della nostra paura di cadere. Il dolore punge, il sangue pulsa, la foresta ci osserva portare con orgoglio i suoi segni sulla pelle.

II. L’elogio dell’inciampo

Riconosciamo la dignità dell’inciampo. Inciampare significa che stavamo guardando un falco in volo, la cima di un faggio o uno spettacolo di lucciole.

III. Il diritto allo sporco

Lo sporco è lo strato protettivo dell’anima che torna selvatica. La terra sotto le unghie è il residuo del vero mondo e i vestiti macchiati di resina sono l’unica divisa ammessa.

IV. La velocità dell’anima

Correre nel fango è l’unico modo per seminare i pensieri degli adulti. Correremo fino ad avere il fiato corto, non per bruciare calorie, ma per accendere l’entusiasmo.

V. La cura miracolosa

Crediamo fermamente che il bruciore di un graffio passi più in fretta se ci soffi sopra, se ci metti un cerotto con i disegni e se qualcuno ti sfida a ricominciare subito la partita. La vera guarigione non è il riposo, ma il “non è successo niente, giochiamo ancora!”.

VI. Il rifiuto della gravità (morale)

Rifiutiamo la gravità della serietà, degli impegni e della compostezza. Ci arrampicheremo sui rami dove la logica dice di non andare e scenderemo dai pendii scoscesi col sedere per terra, perché arrivare in fondo interi è meno importante che arrivare in fondo felici.

Ricordando sempre, pero’, che qui si gioca per vincere. Ad ogni costo!

 INFORMAZIONI

  • Alloggio: in storico albergo nel paese di Badia Prataglia
  • Itinerario: escursioni giornaliere
  • Dislivello: max 400 m
  • Lunghezza: max 14 km
  • Durata: 6 ore al giorno
  • Difficoltà: E/▲▲
  • Costo: 630,00 € (di cui 504 € a persona per pernottamento e mezza pensione in camera doppia – da aggiungere la tassa di soggiorno)
  • Pasti: pranzi al sacco non inclusi
  • Appuntamento: ore 17:00 di sabato 1 agosto 2026 presso il parcheggio dell’Abbazia di Badia Prataglia
  • Come arrivare: da Roma: Autostrada A1, uscire ad Arezzo e proseguire su SS 71 Umbro Casentinese verso Bibbiena, Soci e infine Badia Prataglia
  • Guida: Gianluca Ugolini (AIGAE LA608)
  • Cosa portare: scarponcini da trekking, bastoncini da trekking consigliati, zaino, abbigliamento adeguato alla stagione, giacca a vento impermeabile, cappello, guanti, borraccia, lampada frontale, cerotti colorati

Per ulteriori informazioni su dettagli, percorsi ed equipaggiamento telefonare a Gianluca al 348 7054571 o scrivere a info@treksforlovers.com